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mercoledì 24 agosto 2016

Terremoto Amatrice - Che il tragico sisma sia di monito per un ripensamento



Un nuovo e devastante terremoto sull’Appennino centrale, nelle aree interessate dal progetto di gasdotto Rete Adriatica, un ulteriore gravissimo rischio.




Nella notte fra il 23 e il 24 agosto 2016 la Terra ha tremato nuovamente, per l’ennesima volta, sull’Appennino centrale, fra Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche.

Un nuovo devastante terremoto, con il suo calvario di morti, feriti, paesi distrutti, strade e altre opere pubbliche lesionate,

Siamo vicini alle popolazioni così duramente colpite e sentiamo il forte obbligo morale di ricordare che le conseguenze, se possibile, potrebbero essere peggiori.

Infatti, si tratta di aree interessate dal progetto denominato gasdotto “Rete Adriatica”, noto anche  come “gasdotto appenninico”, opera che, nella sua attuale configurazione, riuscirebbe a unire lo scempio ambientale della dorsale dell’Appennino con l’aumento del pericolo per l’incolumità pubblica a causa del rischio sismico fra i più elevati in Italia per giunta con l’esborso di ingenti fondi pubblici.

Infatti, la “grande opera” d’interesse privato ma di finanziamento pubblico determinerebbe – per il suo folle tracciato – un vero e proprio disastro ambientale (interseca pesantemente ben 3 parchi nazionali, 1 parco naturale regionale, 21 fra siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale) ed economico-sociale (basti pensare ai danni alle zone turistiche umbre e marchigiane, nonché alle pregiate tartufaie appenniniche), senza contare il gravissimo pericolo determinato dall’interessare numerose aree in zona sismica “1”, nel tratti abruzzese, umbro e marchigiano, alcune fra le zone maggiormente a rischio sismico d’Italia.

Infatti, il progetto intercetta le zone altamente sismiche di Abruzzo, Umbria, Marche.

Si snoda lungo le depressioni tettoniche dell’Appennino Centrale storicamente interessato da un notevole tasso di sismicità, con eventi anche di magnitudo elevata, come il terremoto del 6 aprile 2009 che ha colpito L’Aquila e molte altre località dell’Abruzzo, e il terremoto del 26 settembre 1997 che ha colpito l’Umbria e le Marche. Aree interessate da forti sciami sismici, come quello di fine marzo 2014 in Umbria (Gubbio – Città di Castello), e dell’aprile 2013, sempre a Città di Castello

Nel tratto relativo all’Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, su 28 località attraversate dal progetto di metanodotto, 14 sono classificate in zona sismica 1 e 14 in zona sismica 2. Anche il sito proposto per la centrale di compressione, localizzata a Sulmona, ricade in zona sismica di primo grado. E’ agevolmente documentabile quanto sopra con l’impressionante mòle di dati presente sul sito web istituzionale (http://www.ingv.it/) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (I.N.G.V.), la massima Istituzione scientifica nazionale in materia.

Esclusivamente forti interessi economici, non il benessere delle popolazioni interessate, muovono il Gruppo Snam: l’intenzione è chiara, costituire in Italia una “piattaforma” per vendere gas nel resto d’Europa.

Sulla spinta delle determinatissime azioni legali e iniziative di sensibilizzazione di associazioni e comitati ecologisti – in particolare Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, i Comitati cittadini per l’ambiente – Sulmona, il Comitato interregionale “No Tubo” –  nonché da parte di Enti locali, l’VIII Commissione permanente “Ambiente” della Camera dei Deputati aveva approvato il 26 ottobre 2011 all’unanimità la risoluzione n. 7/00518 presentata il 15 marzo 2011 (prima firmataria on. Raffaella Mariani, P.D.) che ha impegnato il Governo alla modifica del tracciato del gasdotto appenninico “Rete Adriatica”. Finora il Governo ha solo tergiversato.

Tuttora i provvedimenti di approvazione ambientale del progetto di gasdotto sono oggetto di contenzioso in sede nazionale ed europea.

E’ troppo chiedere uno straccio di buon senso in questo benedetto Bel Paese?

p. Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Stefano Deliperi

       ulteriori informazioni su http://gruppodinterventogiuridicoweb.com 

Gruppo d'Intervento Giuridico onlus 

sabato 9 gennaio 2016

Il Comitato.

Il comitato con le feste è cresciuto, grazie agli studenti  del comitato Studenti #notubo che si sono dimostrati combattivi e pronti alla resistenza contro l'ecomostro e a cui va il nostro ringraziamento.

Aggiungo questo video "befansco" delle magnifiche donne di Sulmona, combattive come poche.

https://www.youtube.com/watch?v=9GmyMpCOlyk


In questi mesi abbiamo visto, metanodotti saltare in aria, tagli alla già fragilissima economia dei parchi ed un totale menefreghismo da parte delle istituzioni e questo senza scomodare i disastri ecologici del Brasile e delle recenti sperimentazioni nucleari del nord corea.
Lottare per l'ambiente oggi più che mai è un dovere se si esseri viventi.

https://www.youtube.com/watch?v=YIFDlYqtXDA

martedì 29 dicembre 2015

Vicenda Snam: occupato l’Ufficio del sindaco di Sulmona

http://www.reteabruzzo.com/2015/12/28/no-snam-comitati-occupano-il-comune-al-grido-di-dalfonso-si-fermiu/

Scontro tra comitati e Sindaco, domani tutti in Regione

I cittadini chiedono un atto di forza di Ranalli contro D'Alfonso. Il primo cittadino ribadisce la sua contrarietà alla Snam ma si oppone al presidio
Un colloquio animato quello avvenuto stamattina tra il comitato per l'Ambiente e il sindaco Ranalli a pochi minuti dalla decisione del cittadini di occupare il Comune.
I comitati hanno lamentato l'immobilismo dell'amministrazione che dovrebbe dare battaglia contro la Snam e "fare sentire l'opposizione a D'Alfonso". Non sono mancati toni accesi e la richiesta all'amministrazione di "agire e non perdere tempo". Domani il gruppo ambientalista si recherà a L'Aquila in occasione della Giunta regionale. Ranalli ha più volte sottolineato gli incontri e le documentazioni inviate ai rappresentanti istituzionali di Governo ma i cittadini hanno risposto "non ci si può fermare alle lettere di babbo natale ai ministri, c'è bisogno di un atto forte che convinca Renzi a non procedere".
Intanto è cominciato il presidio cittadino a palazzo San Francesco e sono tanti ad occupare i corridoi comunali. Ranalli si è detto contrario all'occupazione, la seconda a distanza di 9 mesi da quella contro la chiusura del punto nascita. Nella conferenza stampa degli ambientalisti a cui erano presenti i consiglieri di minoranza Alessandro Lucci, Luigi La Civita e Mimmo Di Benedetto è stata rimarcata "la noncuranza di D'Alfonso che ha disatteso la volontà della Regione contraria al metanodotto di Sulmona".
Di Benedetto ha affermato "Il presidente della Regione chiarisca l'equivoco e rispetti quanto deliberato dal Consiglio Comunale ovvero la chiara opposizione alla centrale Snam e in qualsiasi forma". La risoluzione ambientalmente sostenibile optata da D'Alfonso sarebbe quella di una centrale elettrica paventata mesi fa ma sarebbe per i comitati solo un'arma per far partire il progetto e poi riconveritirlo in centrale a combustione.
Nell'attesa del verdetto del Consiglio dei Ministri i cittadini prendono possesso del Palazzo e affermano "il nostro territorio non è una colonia della Snam".

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Sulmona,28 dicembre.– Il conto alla rovescia sta ormai per concludersi e già domani potrebbe essere la giornata finale per il Governo per dare il via libera alla costrzione della Centrale Snam in contrada Case Pente nel territorio del Comune di Sulmona. E tutto questo nonostante il voto contrario ripetuto anche di recente da parte di tutte le istituzioni locali e regionali il diniego al progetto. Ma nelle ultime ore a far scattare una nuova scintilla dei Comitati cittadini sarebbe stato una lettera del Presidente della Regione D’Alfonso datata 23 dicembre indirizzata al Sottosegretario alla Presidenza Claudio De Vincenti che sembrerebbe ( ma il tutto va verificato perché la vigilia di Natale a Pescara nel corso di una lunga riunione riservata con i suoi piu’ stretti collaboratori il Governatore avrebbe confermato la volontà di non discostarsi dalle indicazioni del Consiglio regionale) voler modificare strategia in vista della prossima riunione del Consigluio dei Ministri invocando la soluzione alternatica con l’impianto elettrico invece che a gas
Stamani prima una conferenza stampa dei Comitati con la partecipazione dei Consiglieri comunali Mimmo Di Benedetto, Alessandro Lucci e Luigi La Civita e poi l’occupazione dell’Ufficio del Sindaco della città alla quale hanno partecipato anche molti cittadini. Un gesto clamoroso,molto rumoroso, ma sicuramente di grande significato politico che esprime la rabbia della gente e del territorio e che domani potrebbe avere un secondo momento a L’Aquila in occasione della riunione del Consiglio regionale quasi in contemporanea alla riunione del Consiglio dei Ministri a Roma. Per il portavoce dei Comitati,Mario Pizzola si chiede “il rispetto di quanto deciso dal Consiglio regionale e comunale e dal parlamento con atti di contrarietà alla centrale e metanodotto. Altrimenti tradiscono il territorio e la democrazia, calpestando la democrazia. La nostra azione non è contro il Comune ma vogliamo che il sindaco chiami D’Alfonso subito per fermarlo”, perchè, secondo Pizzola e i tre consiglieri, il primo cittadino non avrebbe fatto niente, ipotizzando “complicità” con il comportamento della Regione
Ma per domani pomeriggio è in programma anche la seduta del Consiglio comunale di Sulmona che potrebbe slittare addirittura a giovedì quando arriverà in città D’Alfonso per l’inaugurazione delle nuove sale operatorie in Ospedale.
Ma ogni considerazione in queste ore appare superflua ed in continua evoluzione mentre in mezzo alla gente monta la protesta e la rabbia che continua a gridare basta !!.Davvero brutti segnali (h. 15,15)

lunedì 14 dicembre 2015

Chiudere I parchi...



    
L’Alleanza n.10/15        COMUNICATO STAMPA

LA GIUNTA REGIONALE MARTEDI’
CHIUDE PARCHI E RISERVE

L’assestamento di bilancio approvato dalla Giunta Regionale ed, in pochissimo tempo, a maggioranza anche dalla Commissione consiliare, andrà in approvazione in Consiglio Regionale martedì 15 dicembre.
Questo assestamento, a fronte di spese incomprimibili riconosciute per 2 milioni e 100.000 euro, prevede per il sistema regionale parchi e riserve - considerando che siamo già a dicembre - uno stanziamento di solo 1 milione e 200.000 euro per il 2015!
Questo vuol dire, come afferma il presidente del parco del Conero Giacchetti in una sua nota che, dopo mesi di gestione provvisoria, pagati i dipendenti a dicembre, rimarranno all’asciutto tutti gli altri fornitori ed il parco del Conero andrà al dissesto finanziario; in pratica non avranno altro da fare che spegnere le luci e chiudere la porta, lasciando dietro di sé debiti. Questa situazione si aggiunge alla carenza di risorse di fondi di investimento per qualunque iniziativa che ha comportato anche la perdita di cofinanziamenti europei.
A questo punto della situazione è lecito pensare che la Giunta Regionale e la maggioranza che la sostiene siano arrivati alla decisione di far saltare tutto il sistema delle aree protette nelle Marche, provocandone il collasso finanziario, per la incapacità di trovare i minimi fondi necessari a farlo sopravvivere fino alla annunciata ripresa economica.
Peraltro è da cinque mesi che il capogruppo consiliare del PD ignora le richieste di incontro avanzate dall’Alleanza Marchigiana della Associazioni Ambientaliste, incontro richiesto a tutti i gruppi consiliari per capire le loro intenzioni sui problemi ambientali rispetto alle nostre richieste contenute nel documento “LE MARCHE CHE NOI VOGLIAMO”, così come l’allora candidato presidente del centro sinistra aveva ignorato l’ invito a discuterne in sede di presentazione il 15 gennaio 2015.
E’ preoccupante che la attuale maggioranza politica in regione stia ulteriormente peggiorando le prospettive della tutela e valorizzazione dell’ambiente, in continuità con i  notevoli segni di deterioramento visti con la precedente Giunta Spacca.
Comprendiamo bene che la situazione economica e finanziaria è difficile e che bisogna razionalizzare le spese ma certamente non se ne esce chiudendo i parchi e le riserve marchigiane che rappresentano un volano anche sotto l’aspetto economico per il turismo, oltre ché un dovere costituzionale.
L’Alleanza delle Associazioni Ambientaliste Marchigiane chiede al Consiglio regionale, ed al gruppo di maggioranza in particolare, di rivedere le proprie scelte trovando le risorse indispensabili per garantire nelle Marche la tutela dell’ambiente e la sua corretta valorizzazione.
Firmato:
Cai Marche, Comitato No Tubo Abruzzo Marche Umbria, Forum Paesaggio Marche, Gruppo di Intervento Giuridico, Italia Nostra Marche, Legambiente Marche, Lupus in Fabula, Onda Verde Onlus, Pro Natura Marche, Terra Mater,
Ancona, 13 dicembre 2015